È una delle scoperte che potrebbe radicalmente cambiare il mondo della medicina e aumentare l’aspettativa di vita del genere umano. Perché nell’ultimo ventennio il cancro è stata senza dubbio la patologia più mortale che l’uomo potesse avere. Una ricerca della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford, pubblicata su Science Traslational Medicine, ha messo in luce un’importante novità nella lotta al cancro: sono state identificate due molecole che portano il sistema immunitario letteralmente a ribellarsi contro il cancro.

APPROCCIO IMMUNOTERAPEUTICO

L’immunoterapia è sicuramente la frontiera che sta portando avanti in modo molto promettente la lotta contro il cancro. A capo dello studio c’è Robert Levy, che ha testato su dei topi una ventina di combinazioni di molecole che portassero al contrasto del cancro. E alla fine, ha ottenuto una combinazione vincente in cui c’è una piccola sequenza di DNA chiamata CpG e un anticorpo che viene legato al recettore OX40 dei linfociti T, che riguardano una gamma di cellule che sono fondamentali nella risposta immunitaria specifica.

FUNZIONAMENTO PERFETTO SUI TOPI

La combinazione delle due molecole ha portato a una scossa del sistema immunitario che si è ribellato contro i tumori presenti nei topi del laboratorio. La cosa stupefacente è che le molecole non hanno attaccato soltanto in tumore su cui sono state iniettate, bensì anche altri che si trovavano in altri punti, ostacolando anche la formazione di nuovi tumori. In aggiunta di ciò, sono state eliminate non solo le cellule malate della sede primaria, ma anche quelle localizzate in altri punti, vale a dire le metastasi. Sono guariti, in tutto, 87 topi su 90, cioè il 96,6% di essi. Un risultato incredibile. Sono state, inoltre, selezionate alcune cavie che avevano due tumori al seno e il composto è stato iniettato in uno solo di questi: i topi – femmina, in questo caso – sono guariti del tutto da entrambi.

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Non sappiamo con precisione quali potrebbero essere le prospettive future sugli umani: il trattamento verrà provato su 15 pazienti con linfoma, per capire in primis se gli effetti sono gli stessi e se, in secondo luogo, ci possano essere degli effetti collaterali indesiderati. Ciò che, però, possiamo sottolineare, è il grandioso passo in avanti che la medicina ha effettuato grazie a questa ricerca. Forse, tra qualche anno, sarà possibile dire addio al cancro come una delle malattie più mortifere per l’umanità.