In molti, nel corso della propria carriera lavorativa, si trovano a fare i conti con scadenze, obiettivi, problemi, difficoltà, ostacoli. Uno stress da lavoro che rischia di far esplodere quello che in psicologia prende il nome di sindrome da burnout.

Esito patologico di un processo stressogeno si compone di tre dimensioni: deterioramento dell’impegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle emozioni associate originariamente al lavoro, problema di adattamento al lavoro, a causa delle eccessive e non raggiungibili richieste di quest’ultimo.

Tra le cause più frequenti di burnout ci sono il sovraccarico di lavoro, il senso di impotenza di fronte agli esiti di un determinato evento, la mancanza di controllo, ovvero la sensazione di insufficiente gestione sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro. Altri fattori scatenanti sono il riconoscimento, economico ma anche morale, inadeguato per il lavoro svolto, il mancato senso di comunità sull’ambiente di lavoro, l’assenza di equità e i valori contrastanti del contesto lavorativo.

Un male sempre più ricorrente che è stato analizzato anche dal Financial Times, in un articolo di Elizabeth Uviebinené, che suggerisce cinque consigli per affrontare la situazione e allontanare il rischio di burnout. La sindrome infatti non solo può portare a un distacco emotivo, trascuratezza degli affetti personali, demotivazione al lavoro, ma anche un senso accresciuto di aggressività e di irritabilità o al contrario senso di debolezza, provocare disturbi di insonnia emicrania. Il rischio di burnout è più alto fra i millenials, che si affacciano adesso ad un mercato del lavoro sempre più difficile, caratterizzato da una precarietà clamorosa.

Ecco allora i consigli del Financial Times:

  1. In primo luogo evitare di essere troppo duri, severi ed esigenti con se stessi. Bisogna sviluppare strategie tali da farsi scudo contro se stessi, provare tanto prima di trovare la strada del successo, senza prendersela troppo.
  2. Secondo consiglio è quello di avere sane abitudini per controllare, e contrastare, l’esaurimento fisico ed emotivo. Quindi una dieta sana, equilibrata e variegata, esercizio fisico almeno una volta a settimana, abitudini e sonno regolari, niente stravizi eccessivi. Insomma stare bene con sé stessi in tutte le forme.
  3. Terzo consiglio è quello di creare dei confini del lavoro. Senza paura o timore di farlo, chiarendo aspettative e responsabilità, imparando a dire di no, gestire il proprio tempo, non continuando a lavorare sempre e comunque anche oltre l’orario di lavoro.
  4. Quando il burnout si manifesta il distacco dalle persone è ormai al culmine. Il consiglio quindi è quello di coltivare amicizie e amori, evitare di stare soli, di isolarsi, comunicare e parlare con chi abbiamo più vicino.
  5. Evitare di essere perfezionisti. Il Financial Times infatti afferma che burnout e perfezionismo vanno di pari passo. Viviamo inoltre in un’epoca in cui la perfezione è richiesta sempre e comunque. Ma non deve essere così, nessuno è perfetto e mai lo sarà. Specie sul posto di lavoro.
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