Che bella l’estate, il sole, il mare, la spiaggia. Che bella l’estate, sì, ma forse fino ad un certo punto. L’ondata di caldo africano che sta investendo l’Italia sta infatti facendo rimpiangere il maggio piovoso ma fresco, se non addirittura la brezza di marzo e aprile.

Le temperature, infatti, non si abbasseranno neanche la prossima settimana: Palermo, Roma, Bari e Napoli città bollino rosso, con qualche imparziale annuvolamento in prossimità degli appennini che non porterà, però, ad alcun rovescio.

Dopo una settimana scarsa di estate, il caldo si fa già insopportabile. Con tutti i rischi e pericoli che ne conseguono. Per gli anziani, innanzitutto, per i quali vige il più tradizionale dei consigli di non uscire nelle ore più calde e assolate della giornata, ma anche per tutti gli altri, specie malati di cuore e bambini.

Ma il caldo agisce non solo sul nostro fisico, ma anche sulla nostra testa. Se ci fate caso, infatti, la canicola può avere un brutto effetto sulle persone. e non lo diciamo noi, lo dice la scienza. Recenti ricerche hanno infatti dimostrato che il caldo influisce sul comportamento e in maniera negativa. Sul campione analizzato, infatti, viene messo in evidenza la percentuale più alta di parolacce, in macchina più infrazioni e più clacson, in ambito sportivo più scorrettezze, falli, zuffe.

Insomma il caldo stimola i nostri lati peggiori. Condizionamenti esterni colpiscono infatti in maniera continua la nostra psicologia: con il caldo diventiamo più aggressivi, con la fame invece favoriamo l’impulso, l’istinto animale, se abbiamo invece bisogni fisiologici impellenti diventiamo più saggi. “Esaminando le sentenze di 43 Corti per l’Immigrazione negli Usa, abbiamo visto che con l’aumento della temperatura diminuisce la probabilità di una decisione favorevole per il ricorrente” spiega l’economista Anthony Heyes, dell’università canadese di Ottawa. Soffermandosi anche sui dati: con un aumento di 5 °C, le decisioni favorevoli diminuiscono del 6,55%.

LEGGI ANCHE  Come evitare la trappola delle fake news

All’origine di questo comportamento, potrebbe esserci un rallentamento delle funzioni cognitive. Con il caldo, insomma, il nostro cervello usa soluzioni più facili, semplici, quotidiane. I risultati della ricerca, per di più rilevati su professionisti che lavorano in ambienti climatizzati, ci devono fare pensare all’influsso di fattori minimi, come la temperatura, e alle conseguenze del riscaldamento globale.

Se insomma dovete far pace con il vostro partner, fare una richiesta al vostro datore di lavoro o, magari, chiedere che vi sia tolta una multa, il consiglio è non farlo con il caldo. Magari accendete prima il climatizzatore. O offrite un gelato.

 

Tags